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Intrigo d'amore a Venezia

di SUSAN STEPHENS

Charlie Bennett, esperta d'arte inglese, è giunta a Venezia per consigliare il multimilionario veneziano Orlando Rossi circa la sua più recente acquisizione. Prima di incontrare il magnate, si reca al Ponte di Rialto per effettuare qualche schizzo del posto. Mentre è intenta a fare un ritratto dell'uomo più imponente che abbia mai visto, viene avvicinata a sorpresa dalle sue guardie del corpo. E rimane ancora più basita quando scopre l'identità del modello...

CAPITOLO 9
lettura da 2 minuti

Orlando afferrò Charlie e la baciò, nonostante le sue proteste. E la cosa folle era che, dopo tutto quello che era successo, lei lo voleva ancora.
“Lasciami andare!” Prese a tempestargli il petto con i pugni, ma anche mentre lo faceva il suo corpo si premeva e si contorceva contro di lui, cercando sollievo.
Fu facile per lui rovesciarla sul letto, le mani che si muovevano ferme e persuasive tra le sue cosce. Non perse tempo a toglierle i jeans, non ne aveva bisogno. Poteva sentire il suo umido calore anche attraverso il tessuto.
Lei gemette eccitata quando lui la placò nel suo linguaggio, e gli ci vollero solo pochi movimenti per portarla al limite. Adesso l'aveva dove la voleva, temporaneamente appagata, ma vulnerabile perché presto avrebbe desiderato di più. Quando lei aprì la bocca per respirare, lottando tra la voglia di trattenerlo e quella di respingerlo, lui non fece nulla per aiutarla. Lasciandola sul letto, le concesse il tempo perché le potenti onde del piacere si placassero, in modo che potesse ricomporsi.
“Sei pronta adesso per valutare il mio quadro?” le chiese infine.
Gli piacque il modo in cui lo guardò. La compassata esperta d'arte era stata catturata una volta di più dall'uomo che credeva freddo e calcolatore. Come pensava che avesse potuto raggiungere il top del successo? Lasciandosi andare alle emozioni?
Scosse il capo e lo guardò incredula. “Sei davvero un uomo duro...”
“E tu una donna sciocca.”
“Non tanto sciocca come un uomo che spende dieci milioni per un falso...”
Cosa?” Lui guardò il quadro dietro di lei. L'arte era la sua passione, il solo amore della sua vita, e non aveva mai fatto errori. “Non puoi avere ragione!”
“Conosco il mio lavoro, e se porterai il quadro in un laboratorio a Venezia, posso chiamare dozzine di esperti che te lo confermeranno.”
Venezia era piena di musei e di esperti ai quali Charlie poteva rivolgersi. Per la tarda serata i colleghi convocati confermarono la sua valutazione, e quando lasciarono il laboratorio lei lanciò un'occhiata di trionfo a Orlando prima uscire dietro di loro.
Lui la raggiunse mentre saliva sul ponte che si affacciava sul Canal Grande. “Nessuno può permettersi di scaricarmi...”
“E cosa farai se ignorerò il tuo avvertimento, signor Rossi?”
Ti porterò a letto, pensò lui, mentre gli occhi verdi di lei fiammeggiavano. Le sue labbra si aprirono in un sorriso sardonico. “Ti porterò a cena” modificò saggiamente.
“Stai scherzando!”
“Posso assicurarti di no. Ma, naturalmente, se non avrai la buona grazia di accettare le mie scuse...”
La tensione sessuale crepitava tra di loro, e con qualsiasi altra donna lui si sarebbe sentito sicuro della risposta, ma Charlie Bennett era molto diversa da qualsiasi altra donna, e lui poteva solo aspettare quello che avrebbe detto.

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