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Colpo di fulmine

di SUSAN MEIER

Independence è il secondo nome di Constance Muldoon. Indy, com'è stata soprannominata dalla madre, è abituata a non dipendere da nessuno. Armata di un diploma ottenuto studiando e lavorando, vuole diventare qualcuno. Quando uno strano incontro si trasforma nell'opportunità di imparare da un genio negli affari, si tuffa a capofitto. E tutto sarebbe facile, se solo la smettesse di cullare pericolose fantasie sul suo affascinante datore di lavoro!

Capitolo 9
lettura da 3 minuti

Come Indy aveva pensato, Parker non aveva affatto bisogno di sentirlo dire da lei quello che aveva pensato. Lo sapeva benissimo. Lo sapevano entrambi.
Ma c’era ancora una via di scampo. Non ci sarebbe stato alcun pericolo di finire a letto con lei, se le avesse proposto un lavoro e avesse fatto proprio della sua carriera il suo primo obiettivo.
"Lloyd sapeva che se avessi passato qualche giorno in tua compagnia mi sarei reso conto di quanto sei determinata e avrei deciso di assumerti.>
"Mi avresti assunta solamente per la mia determinazione?"
"Hai anche un diploma, no?"
"Sì, in business administration."
"Perfetto."
Lei lo fissò sorpresa. "Mi assumeresti solo per il mio diploma?"
"Di persone con i diplomi è piena la terra, ma talvolta non sono abbastanza motivate. Per me la motivazione è un importante punto di partenza. Devi volere veramente qualcosa, per ottenerlo." La guardò con una certa intensità. "E tu lo vuoi."
"È vero."
"Ed è per questo che io voglio te."
Ancora una volta l’aria parve carica di allusioni, ma Indy non lasciò spazio alla fantasia e si affrettò a chiedere: "Che ruolo potrei avere nella tua compagnia?"
"Be’, dipende dalle posizioni che in questo periodo sono aperte. Dovrei parlare con il capo del personale."
"Quanti dipendenti hai?"
"Siamo in otto, tutti nella sede di San Francisco. Dopo il mio secondo affare ho deciso che era arrivato il momento di staccarmi dal nucleo famigliare. Il mio gruppo si occupa di trovare compagnie con potenziale o in difficoltà, di studiare la situazione, di concludere l’affare e di assumere nuovi dirigenti"
"Assumete sempre nuovi dirigenti?"
"Sì. In genere se una compagnia rischia di affondare o potrebbe espandersi ma non lo fa, dipende tutto dalla gestione sbagliata."
Data l’esperienza praticamente nulla, Indy non se la sentì di esprimere alcun commento.
"Allora, accetti?"
Voleva accettare? Se avesse lavorato per Parker Taggert poteva, anzi doveva scordarsi di far l’amore con lui. In circostanze normali, considerando che aveva bisogno di un lavoro, non sarebbe stata una decisione tanto difficile. Ma quelle circostanze non erano affatto normali. Non riusciva a capire perché fosse tanto attratta da Parker e ancora meno riusciva a giustificare la sensazione di vuoto che provava al solo pensiero di rinunciare a una storia romantica con lui.
Non era la prima volta che respingeva le attenzioni di un bell’uomo, ma stavolta era diverso.
Fraintendendo la ragione del suo silenzio, Parker si affrettò ad aggiungere: "Oh, ho dimenticato di parlare dello stipendio."
La cifra che le propose le fece girare la testa. Indy pensò alla modesta casa nella quale abitava con la madre. Alla vacanza che avrebbe potuto concedersi con lei alle Bahamas. E a tutte le piccole cose che avrebbe potuto sistemare nelle loro vite.
"Okay, accetto" disse decisa, in un'unica emissione di fiato.
Un attimo dopo il sogno di far l’amore con Parker uscì dalla finestra della sua mente per andare a frantumarsi sul marciapiede sottostante. Non avrebbe potuto e non avrebbe voluto avere il suo capo come amante.
Dal sorriso un po’ incerto di Parker le parve di intuire che anche qualcun altro stava per rinunciare a un sogno.
Ma ormai non aveva dubbi: aveva preso la decisione giusta. Entrambi avevano preso la decisione giusta.
E allora perché avvertiva quell’incredibile sensazione di vuoto?

Ogni mercoledì un nuovo capitolo!
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